Il Codex Rossanensis al Quirinale

Il Codex Purpureus Rossanensis ospite d'onore al Quirinale in occasione della visita di Papa Francecso al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.

Il 14 novembre le splendide sale del Palazzo del Quirinale, residenza del Presidente della Repubblica italiana, hanno costituito la cornice di un evento storico di notevole spessore politico, culturale e religioso: il Santo Padre Papa Francesco, ha effettuato, infatti, la sua prima visita ufficiale a Giorgio Napolitano    ( http://youtu.be/XwXFlQV4UPA ) ( http://youtu.be/KOrJ1LlmSwo )

.In questa occasione è stato esposto il Codex Purpureus Rossanensis, per la prima volta visibile al pubblico dopo il recente lavoro di restyling realizzato  dall'ICRCPAL di Roma (Istituto Centrale per il Restauro e la Conservazione del Patrimonio Archivistico e Librario), diretto dalla dott.ssa Maria Cristina Misiti ( http://www.youtube.com/watch?v=pnHOJYF5MTg ).

L'antico Evangeliario, presumibilmente risalente al IV-VI secolo, che deve il nome al color porpora delle sue pagine miniate redatte in oro e argento, è strettamente legato alla storia della città di Rossano, di cui rappresenta il simbolo più eloquente del glorioso periodo bizantino ( http://youtu.be/E9Rm_yZNfbU )  ( http://youtu.be/uMSBTn7jiBM )

La proposta di "prestare" per un giorno il Codex Purpureus Rossanensis al Quirinale è stata avanzata il 17 settembre durante un incontro avvenuto a Roma tra l'Arcivescovo Santo Marcianò, accompagnato dal suo segretario don Santo Battaglia, da don Nando Ciliberti, direttore dell'Ufficio diocesano per i Beni Culturali Ecclesiastici, da don Pasquale Madeo, direttore dell'Economato e dell'Ufficio Amministrativo diocesano e il professor Louis Godart, Consigliere per la Conservazione del Patrimonio Artistico della Presidenza della Repubblica italiana, durante le fasi conclusive della presentazione del dossier del Codex all'UNESCO, Memory of the world, che, nel frattempo, è già stato inoltrato alla sede mondiale UNESCO di Parigi.

La perla di Rossano, infatti, come viene da sempre definita, per il suo straordinario interesse biblico, religioso, artistico, paleografico, storico e documentario, è una testimonianza paradigma di una regione, la Calabria, che ha mediato e tradotto in sintesi la civiltà greco-orientale e quella latino-occidentale.

Noto agli esperti d'Arte e ai cultori del genere, che, a dire il vero, in numero sempre più cospicuo, in questi ultimi anni, grazie anche all'insigne opera informativa svolta dagli Uffici, hanno visitato il Codex, custodito da sempre presso il Museo diocesano di Arte sacra, finalmente, a distanza di molti anni dall'ultima apparizione pubblica fuori sede (cfr. Mostra "I Greci in Occidente", Palazzo Grassi, Venezia, 1996), ha fatto il suo ingresso trionfale in una sede di prestigio, quale il Quirinale, in una circostanza unica, la visita di Papa Francesco, che ha suscitato grande emozione tra il clero e l'intera comunità rossanese.

Monsignor Marcianò, da sempre attento alla valorizzazione del ricco patrimonio storico-artistico presente nell’Arcidiocesi di Rossano-Cariati, si è congedato da Rossano, per il nuovo incarico di Ordinario Militare d’Italia, lasciando un ultimo dono di valore inestimabile, quale si profila il riconoscimento del Codex da parte della commissione internazionale dell’ UNESCO come Patrimonio dell’Umanità, candidatura sostenuta, tra gli altri, da Sua Eminenza il Cardinal Gianfranco Ravasi, presidente del Pontificio Consiglio della Cultura, dal Ministro per i Beni Culturali e Turismo Massimo Bray, dal Ministro degli Affari Esteri Emma Bonino, dall'Ambasciatore italiano presso la sede UNESCO di Roma Lucio Alberto Savoia, dall'Osservatore per la Santa Sede presso la sede centrale UNESCO di Parigi S. E. Mons. Francesco Follo e dalla dott.ssa Vincenzina Lo Monaco, nuovo Ambasciatore italiano presso la sede centrale UNESCO di Parigi.